© 2002-2010 Miata Club Sicilia — Nota privacy  — Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2010 
 
 
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Costruire da soli un carrello porta hard-top
© Mad Max 2003

Con l’hard-top della mia Miata ho sempre vissuto un controverso rapporto di amore-odio.

Di sicuro, la sua linea è accattivante – fa sembrare la Miata un piccolo coupè – consente alla capote di stare al riparo dagli agenti atmosferici e dai malintenzionati per qualche mese all’anno ed offre il vantaggio di un lunotto più ampio. Ma, d’altra parte, l’hard-top si rivela più rumoroso della stessa capote alle alte velocità e diventa un vero supplizio averlo sulla testa nelle belle giornate d’inverno: quando tutti gli altri posso improvvisare degli estemporanei top-down e chi ha l’hard-top montato finisce per sentirsi una sardina in scatola…!

Ciò nondimeno, il mio più grande cruccio è sempre stato il problema della sua conservazione. Rimosso dalla macchina, l’aggraziato hard-top, da cigno si trasforma in anatroccolo e diventa un goffo, ingombrante, delicatissimo accrocco che non si sa mai dove e come conservare…!

Da tante parti, in giro per la rete, si trovano soluzioni adatte all’uopo: si va dalla sacca imbottita al paranco per il sollevamento, fino ad arrivare ad una nutrita schiera di carrelli e carrellini vari di ogni foggia e dimensione.

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Nessun dubbio amletico comunque: tutte le soluzioni che sono riuscito a trovare sono accomunate da una singola peculiarità: il prezzo esorbitante!

Dopo aver scartato le prime due alternative ed essermi a lungo domandato la ragione per cui quattro tubi saldati insieme dovessero costare 150 dollari (…che diventano più del doppio con le inevitabili spese di spedizione e sdoganamento!), ho optato per una soluzione drastica: costruire da solo il mio carrellino porta hard-top!

Di seguito, insieme alle motivazioni che mi hanno portato a scegliere un sistema di tubi componibili in acciaio preverniciato, vi illustrerò tutti gli attrezzi, i materiali ed i passaggi necessari per costruire da soli un carrellino porta hard-top come il mio, con poco più di 2 ore di lavoro e spendendo meno di 40,00 €.

La scelta del materiale

In un primo tempo, avevo pensato di orientarmi sul legno. È un materiale di costruzione straordinariamente versatile, semplice da lavorare ed economico; ma, di contro, per il suo impiego non si può prescindere dal ricorso a staffe in ferro per irrobustirne al struttura. Inoltre, il legno necessita di essere verniciato per poter garantire l’indispensabile resistenza al tempo ed all’umidità.

Scartato il ferro per il peso eccessivo, la necessità di una adeguata protezione dalla ruggine e, soprattutto, a causa delle mie modestissime capacità di saldatore… un bel giorno, ho scoperto l’esistenza del sistema di tubi componibili Corbrico® - marchio di proprietà dall'azienda Corbetta Salvatore S.r.l di Molteno (LC) - ed ai miei occhi si sono dischiusi nuovi affascinanti orizzonti!

I vantaggi di questo sistema risiedono nell’enorme robustezza del tondino d’acciaio da 25 mm di diametro, zincato e preverniciato (anche all’interno!), e nella grande semplicità di assemblaggio dovuta ai giunti serrati tramite un unico bullone.

L’acquisto del materiale

Naturalmente, è possibile orientarsi verso qualunque sistema di tubi componibili, ma quelli Corbrico® presentano tutta una serie di vantaggi che li rendono, di fatto, perfetti allo scopo.

Da qui in avanti, tutte le misure e le istruzioni di montaggio saranno riferite a questo prodotto; va da sé che, se deciderete di impiegarne uno diverso, alcuni dettagli potranno essere differenti.

Questo è tutto quello che vi serve:

  • 6 metri di tondino d'acciaio preverniciato Corbrico® Ø 25 mm (io ho scelto il grigio martellato, ma è disponibile anche in nero, bianco, rosso ed acciaio cromato)
  • 4 raccordi a tripla L con foro passante Corbrico®
  • 2 raccordi a T con foro passante Corbrico®
  • 4 tappi in gomma Corbrico®
  • 4 tappi in plastica con foro filettato (filettatura Ø 10 mm) Corbrico®
  • 4 ruote pivotanti in gomma Ø 60 mm (sceglietene un tipo robusto con codolo filettato da Ø 10 mm e che abbia anche il freno)

Per evitare che l’hard-top venga a contatto con il metallo dei tubi del carrellino, procuratevi anche:

  • 5 metri di guaina termoisolante per tubo da Ø 22 mm (quella che si adopera in termoidraulica per coibentare i tubi degli impianti di riscaldamento)

Per infilare la guaina per il tubo da Ø 22 mm sul tondino d'acciaio da Ø 25 mm sarà necessario aiutarsi con un po' di alcool; ma, una volta inserita, questa calzerà a pennello!

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Gli attrezzi

Per costruire il carrellino non vi serve nessun attrezzo particolare; nulla di più di quello che, in genere, si trova già nel garage di ogni miatista.

Procuratevi:

  • una sega per metalli per tagliare il tondino d’acciaio
  • una lima dolce piatta per rifinire i margini del taglio
  • una chiave esagonale da 6 mm di un tipo che vi consenta di raggiungere una buona coppia di serraggio (io ho adoperato un cricchetto reversibile da ½ pollice)
  • un cutter ben affilato per tagliare la guaina termoisolante
  • un po’ di alcool denaturato per far scivolare la guaina sul tubo
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In aggiunta, vi potranno tornare utili un po’ di carta abrasiva a grana fine ed un mazzuolo con le teste in gomma.

La preparazione

Sgombrate la mente, fate pulizia sul tavolo da lavoro e cominciate tagliando il tondino d’acciaio in maniera da ottenere:

  • 2 segmenti da 12 cm
  • 2 segmenti da 37 cm
  • 2 segmenti da 87 cm
  • 1 segmento da 98 cm
  • 2 segmenti da 100 cm
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Ripulite per bene i margini del taglio con la lima e rifinite il tutto con una leggera passata di carta abrasiva. Per non rovinare il tubo durante il taglio, un buon sistema è quello di adoperare dei rivestimenti in gomma per ricoprire le ganasce della morsa da banco.

Taglio ed inserimento della guaina

Calcolate, per ogni segmento di tubo, la lunghezza esatta da ricoprire con la guaina e lo spazio da lasciare libero per l’inserimento dei giunti alle sue estremità. Quindi, tagliate la guaina col cutter eccedendo nelle misure di un paio di centimetri. Utilizzate l’alcool per irrorare abbondantemente la superficie esterna dei tubi prima di infilarci sopra la guaina termoisolante. Per facilitare ulteriormente l’operazione, potete aiutarvi facendo ruotare la guaina mentre la infilate. La funzione dell’alcool in questa fase è quella di fungere da lubrificante temporaneo: pertanto, fate in fretta prima che l’alcool evapori del tutto e la guaina si “incolli” al suo posto.

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Quando avrete rivestito con la guaina tutte le porzioni di tubo che potrebbero, anche accidentalmente, entrare in contatto con il delicato hard-top, sarete pronti per montare la struttura.

Assemblaggio della struttura

Montate i tubi in maniera da formare una base rettangolare utilizzando i segmenti da 37 cm per i lati corti e quelli da 87 cm per quelli lunghi; quindi unite tra di loro i 4 segmenti impiegando i 4 raccordi a tripla L con foro passante. Abbiate l’accortezza di adoperare i raccordi a tripla L con foro passante in maniera tale che le sezioni scomponibili siano tutte e 4 a contatto con i lati corti; questo sarà utile per facilitare lo smontaggio rapido del carrellino per il suo rimessaggio durante la stagione invernale.

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Fate in modo che i quattro fori dei raccordi a tripla L con foro passante rimangano liberi ed ortogonali al terreno; quindi, nei due fori posti all’estremità di un lato lungo, inserite i 2 segmenti da 12 cm in maniera tale che sporgano verso il basso per 4 cm.

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Negli altri due fori, posti all’estremità del lato lungo opposto, inserite i 2 segmenti da 100 cm; sempre in maniera tale che sporgano verso il basso per 4 cm.

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In alto, sulle estremità libere dei due segmenti da 100 cm, inserite i due raccordi a T con foro passante e, attraverso gli occhielli in asse di quest’ultimi, fate passare il segmento da 98 cm.

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Serrate blandamente il tutto e assestate un paio di colpi con la mazzetta sulle estremità di ogni giunto per assicurarvi che i tubi siano entrati fino in fondo; quindi procedete con il serraggio definitivo.

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Rovesciate la struttura ed inserite i 4 tappi in plastica con foro filettato all’interno delle 4 estremità libere aiutandovi con qualche colpo di mazzetta. Avvitate nei fori le 4 ruote pivotanti senza eccedere con la coppia di serraggio (la filettatura è pur sempre in plastica!) ed utilizzate gli appositi tappi in gomma per chiudere le uniche 4 estremità di tubo rimaste libere.

Rimettete in piedi la struttura, bloccate i freni su tutte e quattro le ruote e posizionate sul carrello il vostro hard-top, avendo cura che la guarnizione del montante posteriore del finestrino si trovi perfettamente parallela al terreno e che i due ganci posteriori cromati dell’hard-top vadano ad “incastrarsi” perfettamente all’esterno della struttura di base.

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Alcune considerazioni

Il carrello così costruito è più robusto e più stabile di quelli venduti in giro sulla rete; inoltre, non avendo parti saldate, sarà sufficiente svitare solo due bulloni ed il carrellino potrà facilmente essere riposto durante la stagione invernale occupando - in spessore - lo spazio di un libro.

A dispetto delle apparenze, il carrellino porta hard-top è di una stabilità eccezionale; questo, grazie al fatto che il suo baricentro (localizzato grossomodo al centro del lunotto) si trova in una posizione perfettamente centrata e sufficientemente in basso da rendere impossibile un ribaltamento accidentale… persino nel caso in cui si provi ad imprimere una violenta oscillazione a tutta la struttura!

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