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È indubbio che l’hard top, pur avendo molti pregi, ha un enorme difetto: se sei in giro con la ragazza e spunta il sole non ti puoi fermare e toglierlo. Quando ho realizzato un mio sogno (possedere una moto a quattro ruote) mi sono trovato a fare fronte a un grosso handicap, anzi due: uno per lato, visibilissimi in foto, che non mi permettevano di usare la mia Miatina come volevo.
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Pur non avendo strumenti professionali (anzi tutt’altro), ho deciso di risolvere da me il problema dei grossi buchi e di documentarlo per chiunque abbia, come me, un gran coraggio e una buona manualità. Come si vede dalle foto (di pessima qualità) i due grossi buchi ai lati potevano essere eliminati mettendo delle bruttissime "toppe" oppure rimuovendo la parte a forma di "7" posta attorno al vetro dello sportello e sostituendola con una nuova (che è ciò che ho fatto).
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Dalla mia parte avevo il fatto di possedere pure l’hard top (quindi di potere usare la macchina, anche in caso di un intervento troppo lungo), ma mi sono sbrigato in tre giorni circa. Ho comprato 50 cm di stoffa larga 140 cm uguale a quella della cappotta (l'ho trovata proprio identica a Palermo) e una spagnoletta di filo media. Comincio ora a descrivere il procedimento. Chiarisco subito che non mi soffermo molto sul procedimento per smontare la cappotta dalla vettura (troverete tutto spiegato molto bene sul sito di MX-5 Passion (non è pubblicità occulta).
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Innanzitutto ho asportato la cappotta smontando i due pannelli di plastica dietro le cinture di sicurezza. Ho svitato i tre bulloni da 12 (3 per ogni lato) con una chiave a tubo, ho allontanato la moquette sotto la parte posteriore della cappotta rimuovendo i chiodi di plastica (che poi ho riutilizzato) e infine ho smontato le 3 barre (una centrale e due laterali) che ancoravano la cappotta alla macchina e ne regolano la tensione. A questo punto ho tolto altri due chiodi che univano la parte di plastica (scorri-acqua) alla lamiera e ho estratto la cappotta per portarla in camera mia, dal momento che mi serviva un luogo caldo e pulito (alla fine del lavoro era sempre caldo ma non più pulito!).
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A questo punto ho separato la cappotta dall’intelaiatura di acciaio in questa maniera: ho svitato le 11 viti frontali e ho fatto scivolare le due guarnizioni laterali; ho svitato le 3 viti cromate sotto la guarnizione e ho asportato le due barre "reggi-guarnizione". Ho staccato i 2 rivetti che reggono la cordicella tendi-cappotta (una delle 2 era spezzata ed è stato necessario sostituirla con un filo stendi-panni sottile di acciaio con rivestimento in plastica).
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A questo punto sono passato alle 2 guarnizioni posteriori: ho tolto i 2 chiodi, ho sfilato le guarnizioni e ho svitato altre 3 viti cromate, ho segnato quale andava a destra e come si rimontava. Infine ho rimosso i due rivetti sotto (un consiglio: per rimuovere i rivetti basta "grattare" con un trapano e una grossa punta (6-8) da legno o da ferro in modo molto delicato la parte a forma di rondella fino rimuoverla del tutto; poi con un cacciavite si spinge quello che rimane dentro il buco). Con l’ausilio di un cacciavite ho allargato un po' la zona dove si innestano le tre strisce interne.
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La cappotta è finalmente separata dalla sua intelaiatura.
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Ora ho tagliato i due pezzi a forma di "7" dalla cappotta (ripensandoci un sacco di volte) e li ho fatti uguali smontandoli pezzo per pezzo e ritagliando i pezzi uguali.
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Questi sono tutte le parti di cui è composto in fianchetto a forma di "7" (manca la striscia lunga circa un metro che costituisce il bordino esterno).
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Una volta creati due pezzi uguali agli originali, ho proceduto alla cucitura con una macchina da cucire decisamente inadatta: una Singer del ’50 non per calzatura ma per vestiti normali (ma che è più che collaudata per questo tipo di lavori). Non so quanti di voi sanno che prima di cucire a macchina (ma anche a mano) è necessario imbastire, cioè mantenere uniti i pezzi cucendoli grossolanamente a mano con del filo adatto (per imbastitura). Impossibile; ho usato allora una normalissima spillatrice (ovviamente non ho bucato la parte esterna) per tenerla unita. Per la cronaca ho usato aghi da 10 (giusto per precisare).
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Per gli angoli più spessi ho usato il ferro da stiro per ammorbidire la gomma (dopo circa 10 anni la gomma era diventata plastica si era cioè depolimerizzata) interponendo della normalissima carta-forno per non bruciarla, e della colla per calzature per incollare sotto le cuciture.
Dopo avere riassemblato tutto (partendo sempre dalla parte anteriore) con l’intelaiatura, ho proceduto a rimontare la cappotta sulla macchina. Ho notato che è possibile regolare la tensione della cappotta stringendo più o meno i dadi posti sotto il parabrezza posteriore. Io ho deciso di tenderla un poco più di come era originariamente per evitare una piccola "arricciatura" dovuta ad un errore di calcolo.
In conclusione questo è il risultato finale; forse un bravo tappezziere avrebbe fatto meglio (uno meno bravo forse non ci sarebbe riuscito), però entrambi mi avrebbero chiesto una cifra che al momento ho deciso di risparmiare (a proposito qualcuno avrebbe idea di quanto?? Fatemelo sapere) il tutto acquistando 20 Euro di stoffa (mezzo metro), una spagnoletta (1,50 Euro) e 10 aghi da 20 centesimi (ne ho spezzati 3). Per tutto il lavoro ho impiegato tre giorni e mezzo durante le vacanze di Natale, rubati alla tesi di laurea sui sistemi elettronici di accensione nei motori a benzina. Scusatemi ancora per la qualità delle foto; se volete ne ho altre che posso inviare. Se qualcuno di voi si vuole cimentare in un'impresa come questa non esiti a contattarmi; sarò felice di aiutarvi anche di presenza (io sono di Salemi ma studio a Palermo, certo mi viene difficile venire a Reggio Calabria :-D).
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P.S. forse l’hard top non mi servirà più qualcuno saprebbe dirmi quanto vale se decido di venderlo?
Saluti a tutti
Ciccio
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